Quanto costa un sito web per un'azienda industriale
- 5 ago
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«Quanto costa un sito?» è la domanda con cui inizia ogni trattativa, ed è anche quella a cui nessuno risponde volentieri. Non per reticenza: perché è come chiedere quanto costa un capannone senza dire quanti metri quadri.
Quello che si può fare, ed è più utile, è spiegare cosa lo fa costare. Così quando ricevete tre preventivi diversi capite perché sono diversi.
1. La profondità del catalogo
È di gran lunga la voce che pesa di più, e quasi sempre viene sottovalutata. Un sito con sei pagine di presentazione è un progetto. Un sito con quattro categorie di prodotto, quaranta schede tecniche, filtri per potenza e materiale e un'area download è un progetto completamente diverso.
Attenzione: la differenza non è quante pagine si disegnano, ma come sono strutturate. Un catalogo pensato bene si aggiorna da soli in cinque minuti; uno pensato male vi costringe a chiamare qualcuno ogni volta che cambiate un prezzo.
2. Quante lingue
Aggiungere una lingua non raddoppia il costo del sito, ma non è nemmeno gratis: struttura duplicata, traduzioni, gestione degli aggiornamenti su entrambe le versioni.
Il consiglio che diamo più spesso: se esportate poco, partite in italiano e aggiungete l'inglese quando serve davvero. Una seconda lingua abbandonata a metà fa più danni che non averla.
3. Chi scrive i contenuti
È la voce che fa saltare più preventivi in corsa. Molte offerte a basso prezzo escludono i testi: vi consegnano il contenitore e aspettano che siate voi a riempirlo.
Se avete qualcuno in azienda che sa scrivere e ha tempo, ottimo, risparmiate. Se non ce l'avete, il sito resterà in bozza per mesi — succede più spesso di quanto immaginiate. Meglio metterlo in conto dall'inizio.
4. Le integrazioni
Collegare il sito al gestionale, sincronizzare le giacenze, importare un listino da un file, costruire un configuratore di prodotto: ognuna di queste cose è un progetto a sé e va valutata separatamente.
Domanda utile da farsi prima di chiedere un preventivo: questa integrazione mi fa risparmiare tempo ogni settimana, o è una cosa che sembra bella e useremo due volte?
5. Cosa succede dopo il lancio
Un sito non è un mobile: va aggiornato, monitorato, corretto. Un preventivo che non dice nulla su cosa succede dopo la messa online è un preventivo incompleto, indipendentemente dalla cifra.
Chiedete sempre: chi fa gli aggiornamenti, quanto costano, cosa succede se qualcosa si rompe, e di chi è la proprietà del sito e del dominio. Quest'ultima domanda ha salvato parecchie aziende da brutte sorprese.
Dove si risparmia e dove non conviene
Si risparmia legittimamente su: numero di pagine iniziali (si aggiungono dopo), fotografie (se ne avete di buone), lingue non ancora necessarie.
Non conviene risparmiare su: struttura del catalogo, velocità, e il fatto che il sito sia gestibile da voi. Sono le tre cose che, se sbagliate all'inizio, si pagano ogni mese per anni.
Il preventivo di cui diffidare
Non quello caro e nemmeno quello economico: quello che arriva senza che vi abbiano fatto domande. Se qualcuno vi manda una cifra senza aver chiesto quanti prodotti avete, chi sono i vostri clienti e cosa deve ottenere il sito, sta vendendo un template, non un progetto.
Se volete un preventivo costruito sulle vostre esigenze reali, la prima consulenza è gratuita e serve esattamente a fare quelle domande.