Perché il sito della tua azienda non porta richieste di preventivo
- 5 ago
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È la frase con cui inizia quasi ogni telefonata che riceviamo da un'azienda manifatturiera: «il sito c'è, ma non porta niente». Nella maggior parte dei casi il problema non è quanta gente arriva sul sito. È cosa succede quando ci arriva.
Queste sono le cinque cause che incontriamo più spesso, in ordine di frequenza.
1. Il sito parla di voi, non del problema di chi legge
«Azienda leader nel settore, fondata nel 1978, con un parco macchine all'avanguardia e un know-how consolidato.» È il testo che apre metà dei siti industriali italiani.
Il problema è che chi sta leggendo non vi conosce e non ha nessun motivo di interessarsi alla vostra storia. Sta cercando di capire una cosa sola: risolvete il problema che ho adesso? Se la risposta non è nelle prime righe, chiude e apre il sito successivo.
La prova del nove: coprite il logo e leggete la home. Se quel testo potrebbe stare identico sul sito di un vostro concorrente, non state dicendo niente.
2. Non si capisce esattamente cosa vendete
«Soluzioni integrate per l'industria.» «Sistemi su misura per ogni esigenza.» Formule che sembrano professionali e non significano nulla.
Chi cerca un fornitore industriale cerca cose precise: una lavorazione, una potenza, un materiale, una certificazione. Se il sito resta sul generico per paura di sembrare limitato, ottiene l'effetto opposto — sembra che non facciate niente in particolare.
3. Non c'è nessun motivo per contattarvi adesso
Il visitatore capisce cosa fate, gli interessa, e poi? Se l'unica cosa che trova è un indirizzo email in fondo alla pagina, rimanda. E rimandare, online, significa non farlo mai.
Serve un'azione chiara e a basso attrito: chiedi un preventivo, scarica il catalogo, prenota un sopralluogo. Qualcosa che si possa fare in trenta secondi senza sentirsi impegnati a comprare.
4. Il form chiede troppo, o è nascosto
Un modulo che domanda ragione sociale, partita IVA, settore, numero di dipendenti e budget previsto prima ancora di aver parlato con voi è un modulo che nessuno compila. Ogni campo in più è gente che se ne va.
Per una prima richiesta bastano nome, contatto e una riga su cosa serve. Il resto lo chiedete al telefono, quando ormai state già parlando.
5. Nessuno può verificare che siete affidabili
Un'azienda che sta per affidarvi una fornitura vuole prove: lavori fatti, clienti citati per nome, certificazioni, numeri. Un sito senza nessuna di queste cose chiede fiducia senza offrire ragioni per darla.
Non serve un portfolio fotografico da studio creativo. Bastano tre casi raccontati con onestà: il problema, cosa avete fatto, com'è andata.
Come capire quale delle cinque è la vostra
Guardate i dati, non le impressioni. Se il sito riceve visite decenti e zero richieste, il problema è nei punti 1, 2 o 5: chi arriva non capisce o non si fida. Se le visite sono poche, prima di riscrivere i testi va risolta la visibilità — ed è un altro lavoro.
Se invece le persone arrivano fino alla pagina contatti e lì si fermano, il problema è quasi sempre il punto 4, ed è il più veloce da sistemare.
Volete un parere sul vostro?
Se avete un sito che riceve visite ma non richieste, possiamo guardarlo insieme e dirvi quale dei cinque punti vi riguarda. La prima consulenza è gratuita e a volte finisce con «il sito va bene, il problema è altrove» — ve lo diciamo lo stesso.